Conferenze · IMBC

Intervista di don Francesco Ricossa a “Rivarol”

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Intervista di Don Francesco Ricossa, rilasciata al settimanale francese Rivarol,
pubblicata sul n° 3305 del 15 novembre 2017, condotta da Jérôme Bourbon

Il Direttore della rivista Sodalitium, l’italiano Don Francesco Ricossa, ogni anno, da un decennio, tiene a Parigi una serie di conferenze di alto livello su questioni importanti relative all’attualità religiosa o alla dottrina cattolica. In occasione del terzo centenario della nascita della massoneria moderna, il 26novembre terrà una serie di istruzioni, ciascuna seguita dalle domande del pubblico, su questo fenomeno, la sua origine, la sua dottrina, le sue ramificazioni, la sua infiltrazione e la sua influenza negli ambienti “cattolici” sia modernisti, sia tradizionalisti.  Gli abbiamo rivolto quindi delle domande su questo tema importante, ma anche su altri di attualità.

Rivarol: Che ne pensa della «correzione filiale» indirizzata a Bergoglio in seguito all’«esortazione apostolica» Amoris Laetitia? Questo documento, firmato da dei conciliari conservatori e dal Superiore generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, che elenca sette eresie in Amoris Laetitia, fino ad oggi non ha provocato alcuna reazione ufficiale del Vaticano.

Don Francesco Ricossa: Amoris Laetitia, da un punto di vista tecnico, non è un’enciclica, ma un’esortazione post-sinodale. Come sovente, condivido la critica contro questa esortazione, ma non posso essere d’accordo con l’iniziativa. Non posso condividere il fatto che si pretenda di difendere la dottrina cattolica della Chiesa appoggiandosi esplicitamente sull’insegnamento di Paolo VI e di Giovanni Paolo II e sul Vaticano II; né posso approvare il fatto che questo documento si presenta come una correzione filiale e riconosce la legittimità di Bergoglio. Perché questo significa porsi in una posizione insostenibile, quella di coloro che rifiutano il magistero della Chiesa, perché considerano che Bergoglio ne è il capo; ne consegue che si rifiutano di obbedire a quella che considerano l’autorità legittima. Essi si pongono perfino al di là dei cardinali che hanno avanzato dei dubia, dei dubbi; questi ultimi chiedono al “magistero” un chiarimento su un documento “magisteriale”, mentre i firmatari della «correzione filiale» si permettono di rifiutare un documento che considerano essere del magistero.

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