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Novena liturgica del Santo Natale

La Devozione a Gesù Bambino

Risale alla SS. Vergine, a S. Giuseppe, ai Pastori, ai Magi. Betlemme, Nazareth e poi la S. Casa di Loreto e Praga ne furono i suoi centri. Alcuni Santi come S. Francesco d’Assisi (l’ideatore del presepio), S. Antonio da Padova, S. Gaetano da Thiene ebbero la fortuna di contemplarlo sensibilmente o di stringerlo tra le braccia.

praga

Questa novena fu composta dal P. Antonio Vacchetta, Prete della Missione della Provincia di Torino nel 1720, su ispirazione della Marchesa Mesmes di Marolles.

Invitatorio e profezie

1. Régem ventúrum Dóminum, – veníte adorémus. Il coro ripete ad ogni antifona: Régem ventúrum, etc.

2. Jucundáre, fília Sion, – et exúlta satis, fília Jerúsalem. – * Ecce Dóminus véniet, – et erit in die illa lux magna, – et stillábunt montes dulcédinem, – * et colles fluent lac et mel, – quía véniet Prophéta magnus, et ipse renovábit Jerúsalem.

3. Ecce véniet Deus, – et Homo de domo David sedére in throno, * et vidébitis, – et gaudébit cor vestrum.

4. Ecce véniet Dómi­nus, protéctor noster, Sanctus Israël, – corónam regni habens in cápite suo * et dominábitur a mari usque ad mare, – et a flúmine usque ad términus – orbis terrárum.

5. Ecce apparébit Dó­minus, et non mentiétur: * si moram fécerit, – exspécta eum, * quía véniet et non tardábit.

6. Descéndet Dóminus sicut plúvia in vellus, – oriétur in diébus éjus justítia – et abundántia pacis, * et adorábunt eum omnes Reges terræ, – omnes gentes sérvient ei.

7. Nascétur nobis párvulus, et vocábitur Deus fortis; * ipse sedébit super thronum David patris sui, – et imperábit: * cujus potéstas super húmerum éjus.

8. Béthlehem cívitas Dei summi, – ex te éxiet Do­minátor Israël, * et egréssus éjus sicut a princípio diérum æternitátis, – et magnificábitur in médio univérsæ terræ, – et pax erit in ter­ra nostra dum vénerit.

La vigilia di Natale si aggiunge la seguente profezia:

9. Crástina die delébitur iníquitas terræ – et regnábit super nos Salvátor mundi.

10. Prope est iam Dóminus. – Coro: Veníte adorémus.

Læténtur cæli

Læténtur cæli, et exsúltet terra: * iubiláte, montes, láudem.

Erúmpant montes jucunditátem, * et colles justítiam.

Quía Dóminus noster véniet, * et páuperum suórum miserébitur.

Roráte, cæli, désuper, et nubes plúant iústum: * aperiátur terra, et gérminet Salvatórem.

Meménto nostri, Dó­mine, * et vísita nos in Salutári tuo.

Osténde nobis, Dómi­ne, misericórdiam tuam, * et salutáre tuum da nobis.

Emítte Agnum, Dómine, dominatórem terræ * de petra desérti ad montem fíliæ Sion.

Veni ad liberándum nos, Dómine, Deus virtútum, * osténde fáciem tuam, et salvi érimus.

Veni, Dómine, visitáre nos in pace, * ut lætémur coram te corde perfécto.

Ut cognoscámus, Dómine, in terra viam tuam, * in ómnibus géntibus salutáre tuum.

Excita, Dómine, poténtiam tuam, et veni, * ut salvos fácias nos.

Veni, Dómine, et noli tardáre, * reláxa facínora plebi tuæ.

Utinam dirúmperes cælos, et descénderes: * a fácie tua montes deflúerent.

Veni, et osténde nobis fáciem tuam, Dómine, * qui sedes super Chérubim.

Glória Patri…

Capitolo (lo recita il celebrante)

Præcúrsor pro nobis ingréditur Agnus sine mácula secúndum órdinem Melchísedech, Póntifex factus in ætérnum et in sæculum sæculi. Ipse est Rex iustítiæ, cújus generátio non habet finem. R. Deo Gratias.

Inno

Le due prime strofe sono la 1a e la 3a dell’inno di Lodi d’Avvento (sec. V), scritto dapprima in poesia tonica e ridotta dalla riforma di Urbano VIII in dimetri giambici. Le altre tre sono la 2a, 3a e 4a dell’Inno di Lodi del Natale di Sedulio (sec. IV-V).

En clara vox redárguit obscúra quæque, pérsonans: procul fugéntur sómnia: ab alto Jesus prómicat.

En Agnus ad nos míttitur laxáre gratis débitum: omnes simul cum lácrimis precémur indulgéntiam.

Beátus Auctor sæculi servíle corpus índuit: ut carne carnem líberans, ne pérderet quos cóndidit.

Castæ Paréntis víscera cæléstis intrat grátia: venter puéllæ báiulat se­créta, quæ non nóverat.

Domus pudíci péctoris templum repénte fit Dei: intácta nésciens virum concépit alvo Fílium.

Deo Patri sit glória, eiúsque soli Fílio, cum Spíritu Paráclito in sæculórum sæcula. Amen

Antifone maggiori per i nove giorni (dopo l’antifona si intona il Magnificat, e alla fine si ripete l’antifona)

16 Dic. Ecce véniet Rex Dóminus terræ, et ipse áuferet iúgum captivitátis nostræ.

Orazione (la recita il celebrante)

V. Dóminus vobíscum.

R. Et cum spíritu tuo.

Orémus

Festína, quæsumus, Dómine, ne tardáveris, et auxílium nobis supérnæ virtútis impénde: ut advéntus tui consolatiónibus sublevéntur, qui in tua pietáte confídunt: Qui vivis et regnas cum Deo Patre in unitáte Spíritus Sancti Deus: per ómnia sæcula sæculórum. R. Amen.

Affrettati, o Signore, non indugiare oltre! Porta dall’alto il soccorso della tua forza affinché la gioia della tua venuta riconforti quanti confidano nella tua bontà: Tu che, Dio, vivi e regni.

Segue la predica e la benedizione eucaristica, pag. 211.

In italiano

1. Venite, adoriamo il Re che sta per venire ed è il Signore.

2. Gioisci, o Sion, ed esulta, o Gerusa­lem­me! Ecco: verrà il Signore e in quel giorno vi sarà una grande luce, i monti stilleranno dolcezza e dalle colline scorreranno latte e miele, perché verrà il grande Profeta ed Egli rinnoverà Gerusa­lemme.

3. Ecco verrà Dio che come Uomo discende dalla casa di Davide e siede sul trono. Voi Lo vedrete e il vostro cuore ne gioirà.

4. Ecco verrà il Signore, nostro protettore, il Santo d’Israele con la corona regale sul capo e dominerà da un mare all’altro e dal fiume (Eufrate) sino ai confini della terra.

5. Ecco apparirà il Si­gnore e non ingannerà! Se tarda, aspettalo; perché verrà e non tarderà.

6. Il Signore scenderà come pioggia sull’erba; ai giorni suoi fiorirà la giustizia e abbonderà la pace; tutti i re della terra Lo adoreranno e tutte le genti Lo serviranno.

7. Ci nascerà un fanciullo e sarà chiamato Dio forte. Siederà sul trono del suo antenato Davide, e regnerà, e avrà su di sé ogni ­potere.

8. Betlemme, città del Dio altissimo, da te uscirà il Dominatore d’Israele, la cui origine risale all’eternità; sarà glorificato in tutto il mondo e quando verrà porterà la pace sulla nostra terra.

La vigilia di Natale si aggiunge la seguente profezia:

9. Domani sarà di­strutta l’iniquità sul­la terra e su noi regne­rà il Salvatore del mondo.

10. Il Signore è ormai vicino. R. Venite, adoriamo.

Læténtur cæli

Si rallegrino i cieli esulti la terra; cantate, o monti, giubilando, le lodi di Dio.

Prorompano i monti in grida di allegrezza, cantino i colli la divina Giustizia.

Perché il Signor Nostro verrà, e avrà pietà dei suoi poverelli.

Stillino rugiada i cieli, e le nubi piovano il Giusto; s’apra la terra e germini il Salvatore.

Ricordati di noi, o Si­gnore, e visitaci per mezzo del tuo Salva­tore.

Mostraci, o Signore, la tua misericordia, e dacci il tuo Salvatore.

Manda, o Signore, l’Agnello che regni sulla ter­ra, dalle pietre del deserto al monte di Sion.

Vieni a liberarci, Signore, Dio delle virtù; mostraci la tua faccia e saremo salvi.

Vieni a visitarci in pa­ce, per rallegrarci con Te con cuore perfetto.

Acciocché conosciamo in terra la tua via, e in tutte le genti il tuo Salvatore.

Si svegli, o Signore, la tua potenza e vieni a salvarci.

Vieni, Signore, e non tardare, perdona le colpe del tuo popolo.

Oh, s’aprano i cieli e scenda il Signore! Al suo cospetto si scioglieranno i monti.

Vieni, e mostraci la tua faccia, o Signore, che siedi sui Cherubini.

Gloria al Padre…

Capitolo (lo recita il celebrante)

Præcúrsor pro nobis ingréditur Agnus sine mácula secúndum órdinem Melchísedech, Póntifex factus in ætérnum et in sæculum sæculi. Ipse est Rex iustítiæ, cújus generátio non habet finem. R. Deo Gratias.

Inno

Le due prime strofe sono la 1a e la 3a dell’inno di Lodi d’Avvento (sec. V), scritto dapprima in poesia tonica e ridotta dalla riforma di Urbano VIII in dimetri giambici. Le altre tre sono la 2a, 3a e 4a dell’Inno di Lodi del Natale di Sedulio (sec. IV-V).

Alta fra dense tenebre Voce suonar s’intende; Su, genti, su, destatevi; Gesù dall’alto splende.

Da nostre colpe a scioglierci, Scende l’Agnel di Dio; Suvvia perdon chiediamogli Con cuor pentito e pio.

Per noi l’autor de’ secoli Veste l’umane spoglie, E fatto uom ci libera Dalle tartaree soglie.

Entro le caste viscere Di verginella ignara Dall’alto l’ineffabile Mistero si prepara.

Tempio di Dio, la Vergine, Nel sen concepe un Figlio, Né si scolora o sfrondasi Il verginal suo giglio.

Al sommo Iddio sia gloria. Sia gloria al suo Figliuolo; Sia gloria al Santo Spirito Sia gloria a Dio che è uno solo.

Traduzione delle antifone:

16. Ecco verrà il Re e Signore della terra, e ci libererà dal giogo della nostra schiavitù.

Orazione (la recita il celebrante)

V. Dóminus vobíscum.

R. Et cum spíritu tuo.

Orémus

Festína, quæsumus, Dómine, ne tardáveris, et auxílium nobis supérnæ virtútis impénde: ut advéntus tui consolatiónibus sublevéntur, qui in tua pietáte confídunt: Qui vivis et regnas cum Deo Patre in unitáte Spíritus Sancti Deus: per ómnia sæcula sæculórum. R. Amen.

Affrettati, o Signore, non indugiare oltre! Porta dall’alto il soccorso della tua forza affinché la gioia della tua venuta riconforti quanti confidano nella tua bontà: Tu che, Dio, vivi e regni.

Segue la predica e la benedizione eucaristica, pag. 211.

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